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UNA PIAZZA A DAMIER TRA LE COLLINE

Il profilo del centro storico (detto anche Castello), caratterizzato da suggestive torri e campanili che si stagliano sulle rigogliose colline circostanti, accoglie chi giunge a Castelvetro in lontananza. Il borgo, anticamente circondato da mura, ha mantenuto una forma raccolta che custodisce, come uno scrigno, tesori di rara bellezza.
Resti delle antiche fortificazioni murarie si trovano nella parte sud-est e sud-ovest del borgo, a poca distanza si scorge l’Oratorio di S. Antonio di Padova, eretto nel XVII dalla famiglia Rangoni per i padri francescani. La facciata in laterizio presenta capitelli dorici e sulla copertura a due falde s'innalza una piccola torre campanaria con quattro finestre.
Accedendo al centro storico percorrendo via Cialdini, subito ci si trova al cospetto della massiccia Torre delle Prigioni, costruita nella seconda metà del XVI sec. e alta più di venti metri. Inizialmente fu utilizzata come carcere, in seguito fu ristrutturata ed adibita a diversi usi fino ai restauri del 1998 che hanno riportato la struttura all'antico splendore. Nel locale d’ingresso è presente una botola da dove, si dice, un cunicolo conducesse fuori dal castello; interessanti sono i graffiti dei detenuti ancora oggi ben visibili sulle pareti.                  
Pochi passi più avanti si apre Piazza Roma, vero e proprio cuore pulsante del paese, dal quale si gode una vista straordinaria sulla pianura sottostante. Segno inconfondibile e motivo di orgoglio per tutti i castelvetresi è la pavimentazione a lastre bianche e nere che formano la singolare scacchiera; questa particolarità fa sì che Piazza Roma sia conosciuta anche come “Piazza della Dama” e venga utilizzata (negli anni pari) come base di gioco per una seguitissima partita di dama vivente.
Pittoreschi edifici incorniciano la piazza: il Palazzo Comunale fu abitato fino all'età napoleonica da un membro della nobile famiglia Rangoni, poi con l'avvento al potere del Bonaparte i feudi vennero soppressi e Castelvetro si costituì in Municipalità, dipendente dall'amministrazione centrale di Modena. Palazzo Rinaldi presenta una facciata in stile neogotico-medioevale, in armonia con il Palazzo Comunale, e una merlatura ghibellina. All'interno del Palazzo, ora residenza privata, si possono ancora vedere resti dell'abside della vecchia Chiesa Parrocchiale dei S.S. Senesio e Teopompo.
La Torre dell'Orologio domina la piazza ed è, senza dubbio, uno dei simboli di Castelvetro. Eretta tra i secoli XI- XII, rappresenta ciò che resta dell'antica struttura fortificatanel lato est del castello; all'epoca dei Comuni (Sec. XII-XIII), venne probabilmente dotata di campana con la funzione di convocare la popolazione in piazza, inoltre una meridiana, ben visibile dal lato sud, segnala ancora oggi lo scorrere del tempo.                                                                                    
Lasciando la piazza lungo via Tasso, si giunge all’imponente Chiesa Parrocchiale, eretta nel 1897 in onore dei Santi Martiri Senesio e Teopompo ed esempio inconfondibile dell’architettura neogotica. Sulla facciata si aprono tre porte sormontate da rosoni e un fregio ad archetti pensili, l’interno presenta tre navate con pilastri, un altare in marmo di Carrara e vari dipinti, provenienti da altre chiese ed oratori del territorio. Lo slanciato campanile, in stile con l’edificio principale, svetta verso il cielo coi suoi 48,5 metri di altezza ed è certamente uno dei più belli della provincia di Modena.
Di fronte alla chiesa si trova Palazzo Rangoni, eretto con il castello e del quale si ha notizia già nel 1564, quando ospitò il poeta Torquato Tasso, giovane studente in fuga da Bologna. L’edificio è contraddistinto da un’ampia entrata con atrio decorato, un cortile interno, lo scalone d'onore e un ballatoio che mette in comunicazione le due ali del palazzo. Durante il Rinascimento si arricchì di decorazioni attribuite agli Scaccieri che si possono ancora ammirare nei soffitti di alcune sale: nella "Sala del Tasso" sono degni di nota i medaglioni monocromi che fanno riferimento ad opere note del poeta, e quattro tele che rappresentano vari momenti della sua vita.

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